“No all’assistenzialismo. Così il Mezzogiorno rischia l’improduttività”

12 maggio 2018 “No all’assistenzialismo. Così il Mezzogiorno rischia l’improduttività”

 Possibili convergenze su reddito di cittadinanza, flat tax, legge Fornero, immigrazione, e conflitto di interessi: quant’è credibile il progetto politico Lega – Cinque stelle?

«Ci auguriamo che Salvini riesca a garantire il programma e i valori del centrodestra, quelli in cui crede ed abbia la capacità di rendere costruttivi i disfattisti 5 stelle.
Onestamente non so quale credibilità possa avere questo governo. Restiamo alla finestra per capire se Salvini riuscirà a mantenere fede ai suoi impegni trovando un accordo con i grillini sulla legge Fornero, sulla Flat Tax al 15%, sull’espulsione degli immigrati irregolari, sullo snellimento della burocrazia, sul vero federalismo e sull’autonomia; così come vogliamo vedere come il reddito di cittadinanza possa sposarsi bene con le idee della Lega»

E quanto fattibili, di fatto, le convergenze programmatiche?
 
«I due leader Di Maio e Salvini parlano di un contratto di governo, aspettiamo di leggere quel contratto e di capire su quali linee programmatiche cercheranno di svolgere il loro lavoro.
Oltretutto sono anche curioso di vedere come faranno i grillini a mantenere tutte le promesse e le varie castronerie, ora sono sotto la lente di ingrandimento degli elettori, qualsiasi errore sarebbe fatale sia per loro, ma soprattutto per il Paese che in questo momento è in ginocchio».
 
Con la coalizione tra Salvini e Di Maio c’è il rischio di un possibile attacco speculativo dei mercati finanziari nei confronti dell’Italia?

«Il rischio potrebbe esserci. Tutto dipenderà dagli uomini che saranno chiamati a lavorare per garantire credibilità sui mercati finanziari e dalle azioni che Salvini e Di Maio intenderanno operare.
Ovviamente Forza Italia ha una credibilità diversa e avrebbe mantenuto l’equilibrio giusto per scongiurare qualsiasi tipo di rischio, ecco perché le dico che la coalizione di centrodestra avrebbe sicuramente fatto un buon lavoro».

L’attenzione al Sud sembra tradursi per ora all’istituzione del reddito di cittadinanza.

«Il reddito di cittadinanza è un grande bluff creato per parlare alla pancia degli elettori, è la peggior forma di assistenzialismo e rischia di far scivolare il Paese e sud in uno stato di totale improduttività, esattamente il contrario di ciò di cui avremmo bisogno».
 
Il governo Salvini-Di Maio e l’incognita Europa. Il negoziato sul taglio ai fondi affidato ad un esecutivo “euroscettico” potrebbe penalizzare l’Italia e il Mezzogiorno in particolare?

«Oggi Di Maio ha rassicurato tutti dicendo che il debito pubblico sarebbe stato contenuto entro l’ 1,5%, smentendo tutto ciò che ha detto sino ad ora, e che non ci sarebbe stato nessun rischio per i rapporti con l’Unione Europea. Secondo me il rischio invece potrebbe esserci ed un mezzogiorno ancora più penalizzato non possiamo permettercelo».

In Puglia tre nervi scoperti: Ilva, Tap e xylella. Con un possibile governo Lega-M5s cosa potrebbe accadere?

«La situazione pugliese e salentina è drammatica e non può più essere sottovalutata, e sono tante altre ancora le criticità.
Salvini quando è venuto a fare campagna elettorale ha preso degli impegni ma quelli che dovranno mettere in azione le loro promesse sono proprio i 5 stelle: la Tap, né qui né altrove, dovrebbero bloccarla subito, loro sono stati sempre perentori, mentre noi di Forza Italia abbiamo sempre detto che è un’opera strategica per il futuro e che bisognava soltanto discutere sul punto di approdo perché troviamo insensato che quel punto sia San Foca, loro hanno sempre detto No Tap e basta.
Così come sull’Ilva, hanno detto che va chiusa senza se e senza ma, senza alcun piano di exit-strategy per i tanti lavoratori.
Che faranno ora? E la xylella? La loro posizione è ben nota hanno sempre fatto un populismo sfrenato sottovalutando un problema importantissimo, descrivevano il batterio come un problema minimo curabile con metodi naturali e stregonerie varie, negando la reale emergenza.
Tutto questo adesso potrebbe ritorcersi contro. Avranno la maturità per capire che bisogna agire e non “sparlare”?».

In Forza Italia prevarrà la linea di un’opposizione benevola?

«La scelta del Presidente Berlusconi di lasciare libero Salvini senza rompere la coalizione è stato un grande atto di responsabilità verso il Paese; anteponendo gli interessi dei cittadini davanti a tutto ha dimostrato ancora una volta di essere uno statista e con le idee chiare.
Ovviamente, ora Forza Italia valuterà l’operato del Governo, qualora dovesse nascere, non voterà la fiducia e deciderà di volta in volta ogni proposta sempre per il bene dell’Italia; non esiste un’opposizione benevola, sarebbe senza senso, il nostro partito farà un’opposizione vera, seria, concreta, critica e costruttiva.
Sosterremo i provvedimenti che riterremo in linea con il nostro programma».

C’è il rischio anche in Puglia che Forza Italia possa perdere terreno a favore della Lega?

«Il rischio c’è. Per questo motivo dobbiamo lavorare per tornare a essere il primo partito del centrodestra a livello nazionale e per diventare ancora più forti e radicati in Puglia.
Anche se in Puglia abbiamo ottenuto un risultato superiore alla media nazionale, e penso che avremmo potuto ottenere ancora più consenso; e le dico che il 25 % lo avremmo raggiunto se fossero state azzeccate le candidature e invece abbiamo subito una mancanza di esponenti territoriali conosciuti e ben radicati.
Vero è, però, che dobbiamo impegnarci per dare solidità al Partito e dobbiamo farlo iniziando da un reale cambiamento e rilancio senza più commettere errori».

All’interno di Forza Italia c’è chi chiede a gran voce un rinnovo del gruppo dirigente in Puglia. Ritiene anche lei che Vitali debba farsi da parte?

«Vitali è stato voluto da Berlusconi ed è l’unico a poter decidere se preservarlo oppure fare delle scelte diverse per rilanciare il partito.
Vitali aveva dato delle indicazioni sulle candidature, ma sono state fatte altre scelte e i risultati delle candidature napoletane, baresi e foggiane che hanno azzoppato il Salento sono sotto gli occhi di tutti, il Salento non è stato tutelato; sono state scelte insensate perché questo territorio avrebbe potuto esprimere personalità fortemente aggreganti e valide ottenendo risultati del tutto differenti».

Intervista rilasciata sul Quotidiano del 12 maggio 2018

12.5.18